Caso Diciotti, si dimette Stefano Vella, presidente Aifa

Caso Diciotti, si dimette Stefano Vella, presidente Aifa

ROMA. 27 agosto 2018

Caso Diciotti, si dimette Stefano Vella, presidente Aifa

Le Ong dell’Osservatorio AiDS – Aids Diritti Salute plaudono alla coerenza dimostrata da Stefano Vella dimettendosi dalla presidenza dell’Agenzia Italiana del Farmaco [Aifa], a seguito della vicenda Diciotti.

“Mi occupo anche di migranti per l’Istituto superiore di sanità, abbiamo fatto le linee guida per la loro salute in Italia. La Diciotti è territorio del nostro Paese, e nella nostra Costituzione c’è scritto che la Repubblica è obbligata a curare tutte le persone che si trovano sul nostro territorio – ha dichiarato Vella – Nel caso della nave siamo rimasti fuori dalla Costituzione. Come medico lo ritengo intollerabile”
La salute è un diritto fondamentale per tutti e tutte, che non può in nessun caso essere negato a persone vulnerabili come i migranti saliti a bordo della nave italiana in condizioni di salute precarie, a seguito della loro tragica permanenza nei centri di detenzione libici.

L’Osservatorio AiDS – Aids Diritti Salute nel rinnovare la massima stima a Stefano Vella, auspica che non si ripetano episodi simili di messa in discussione del diritto alla salute per tutte e tutti.

 

 

 

 

Fuori Campo: il rapporto di Msf su migranti e rifugiati/e in Italia

Fuori Campo: il rapporto di Msf su migranti e rifugiati/e in Italia

Presentato a Roma il rapporto di Medici senza Frontiere Fuori Campo. Insediamenti informali: marginalità sociale, ostacoli all’accesso alle cure e ai beni essenziali per migranti e rifugiati” sulle condizioni drammatiche in cui sono costretti i richiedenti asili esclusi dal sistema di accoglienza e i rifugiati in uscita dai centri governativi al termine della procedura di asilo, ma che di fatto non hanno ricevuto adeguati strumenti per integrarsi nella società. Da Torino, Roma, Bari, Trapani, passando per città di frontiera come Ventimiglia, Como e Bolzano, Msf ha visitato e assistito uomini, donne e bambini esclusi dall’accoglienza che dormono lungo le rive di un fiume, sotto i ponti, in giardini pubblici o in palazzi occupati, in condizioni spaventose e con un accesso ai beni primari e alle cure mediche del tutto inadeguato.

Maggiori info su www.medicisenzafrontiere.it 

La nostra Europa. Unita, democratica, solidale

La nostra Europa. Unita, democratica, solidale

L’Osservatorio ha promosso insieme a tante e tanti altri l’appello  “La nostra Europa –  Unita Democratica Solidale”, qui di seguito il testo.
In occasione dei sessanta anni dalla firma dei trattati di Roma ci riuniamo, consapevoli che, per salvare l’Europa dalla disintegrazione, dal disastro sociale ed ambientale, dalla regressione autoritaria, bisogna cambiarla.

Un grande patrimonio comune, fatto di conquiste e avanzamenti sul terreno dei diritti e della democrazia, si sta disperdendo insieme allo stato sociale, a speranze e ad aspettative.

Negli ultimi anni, con trattati ingiusti, austerità, dominio della finanza, respingimenti, precarizzazione del lavoro, discriminazione di donne e giovani, anche in Europa sono cresciute a dismisura diseguaglianza e povertà.

Oggi siamo al bivio: fra la salvezza delle vite umane o quella della finanza e delle banche, la piena garanzia o la progressiva riduzione dei diritti universali, la pacifica convivenza o le guerre, la democrazia o le dittature. Crescono sfiducia, paure ed insicurezza sociale. Si moltiplicano razzismi, nazionalismi reazionari, muri, frontiere e fili spinati.

Un’altra Europa è necessaria, urgente e possibile e per costruirla dobbiamo agire. Denunciare le politiche che mettono a rischio la sua esistenza, esigere istituzioni democratiche sovranazionali effettivamente espressione di un mandato popolare e dotate di risorse adeguate, il rispetto dei diritti sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali, difendere ciò che di buono si è costruito, proporre alternative, batterci per realizzarle, anche nel Mediterraneo e oltre i confini dell’Unione.

Ci vuole un progetto di unità europea innovativo e coraggioso, per assicurare a tutti e tutte l’unico futuro vivibile, fondato su democrazia e libertà, diritti e uguaglianza, riconoscimento effettivo della dimensione di genere, giustizia sociale e climatica, dignità delle persone e del lavoro, solidarietà e accoglienza, pace e sostenibilità ambientale.

Dobbiamo essere in grado di trasformare il “prima gli italiani, gli inglesi i francesi”, in “prima noi tutte e tutti”, europei del nord e del sud, dell’est e dell’ovest, nativi e migranti,  uomini e donne.

Ripartiamo da qui, da Roma, uniti e solidali, per costruire quel campo che, oltre le nostre differenze, nel nostro continente e in tutto il mondo, sappia essere all’altezza della sfida che abbiamo di fronte.

Invitiamo ad aderire a questo appello, a promuovere e inserire in questa cornice comune eventi e appuntamenti nel prossimo periodo in Italia e in tutta Europa, a essere a Roma il 23.24.25 marzo per mobilitarci in tante iniziative, incontri, azioni, interventi nella città e realizzare una grande convergenza unitaria.

Il comitato organizzatore

per adesioni e informazioni: nostraeuropa2017@gmail.com

Appello in varie lingue

Italiano Inglese Spagnolo Francese Tedesco Greco