Lettera aperta delle organizzazioni di Aoi e Cini alle candidate e candidati alle elezioni politiche del 4 marzo

Lettera aperta delle organizzazioni di Aoi e Cini alle candidate e candidati alle elezioni politiche del 4 marzo

In uno scenario di diseguaglianze crescenti a livello globale, fra i Paesi e al loro interno, in cui potere e risorse sono sempre più concentrati nelle mani di pochi, è necessario invertire la rotta e rimettere diritti, solidarietà, coesione sociale e redistribuzione della ricchezza e delle opportunità al centro delle politiche interne e internazionali del nostro Paese. Un mondo in cui le disparità socio-economiche e di genere si vanno acuendo è un mondo sulla cui tenuta e sul cui futuro regna un profondo senso di incertezza, in cui si paralizza la mobilità sociale, si svuotano di senso i diritti, si creano le condizioni per un aumento della criminalità e della corruzione e vacilla la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni: così vengono inesorabilmente minate le fondamenta stesse delle società in cui viviamo.

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Le Ong rispondono a testa alta alle accuse, continuando a salvare vite umane

Le Ong rispondono a testa alta alle accuse, continuando a salvare vite umane

 

L’Osservatorio AiDS – Aids Diritti Salute sostiene e rilancia l’appello dell’associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale “Aoi”, il Coordinamento italiano delle ONG nternazionali Cini” eLink 2007 Cooperazione in rete” in risposta alle dichiarazioni del vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, in merito al lavoro svolto dalle associazioni umanitarie con i/le migranti. Read More

Aleppo come Srebrenica. La comunitá internazionale fermi il genocidio in Siria

Aleppo come Srebrenica. La comunitá internazionale fermi il genocidio in Siria

L’Osservatorio Aids ha aderito all’appello lanciato da AOI – Associazione Ong Italiane 

Aleppo come Srebrenica. La comunitá internazionale fermi il genocidio in Siria

È tardi, molto tardi. Lo è per garantire la salvezza a tutte le vite umane che sono intrappolate da infinito tempo ad Aleppo e per evitare la distruzione della città.

Oltre 500 mila morti dal 2011: la comunità internazionale deve esserne consapevole e deve sentirsene responsabile.

Ma non è mai tardi per aprire i corridoi umanitari per chi sta provando a scappare. Non è mai tardi per condannare le violenze contro i civili in Siria, determinate dallo scontro tra il Governo di Assad e le opposizioni e l’intervento militare della Russia e dei suoi alleati attuali.

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