Rapporto Unfpa 2018 – Il potere della scelta

Rapporto Unfpa 2018 – Il potere della scelta

Il 17 ottobre alle ore 11.00, presso la Sala Stampa Estera di Roma, via dell’Umiltà 83/C
AIDOS – Associazione italiana donne per lo sviluppo
UNFPA – Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione
presenteranno in contemporanea mondiale il Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2018

Il potere della scelta. Diritti riproduttivi e transizione demografica

Il rapporto ci mostra come la libertà di scelta delle donne nel decidere se, quando e quanti figli avere non è garantita e tutelata in molte parti del mondo, per motivi differenti. In linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile il report non si concentra solo sui cosiddetti paesi in via di sviluppo ma ci mostra come in tutto il mondo i diritti riproduttivi non siano ancora una realtà effettiva per molte persone. In alcuni casi si hanno più figli di quanti se ne vorrebbero, in altri meno o addirittura nessuno. Il perseguimento dei diritti riproduttivi è ostacolato in alcune aree del mondo da sistemi sanitari che non forniscono servizi essenziali, come gli anticoncezionali; in altri paesi dalle barriere economiche, tra cui disoccupazione, lavori di scarsa qualità, poco retribuiti e l’assenza di servizi per l’infanzia. Questo stato di cose ha forti ripercussioni sulle persone, sulle comunità e su interi paesi. Alla base di questi e di altri ostacoli c’è la persistente disuguaglianza di genere.
La possibilità di scegliere di donne e ragazze può cambiare il pianeta.

Intervengono:
Luigi De Chiara – Ministro plenipotenziario, Capo unità per la strategia, i processi globali e le organizzazioni internazionali DGCS – MAECI
Mariarosa Cutillo – Chief of Strategic Partnerships UNFPA
Maria Grazia Panunzi – Presidente AIDOS
Patrizia Farina – Demografa presso l’Università di Milano Bicocca
On. Lia Quartapelle Procopio – Deputata Commissione Esteri, Gruppo parlamentare Salute globale e diritti delle donne
Coordina Cristina Nadotti – La Repubblica

Comunicato Stampa SWOP 2018

Donne e diritti in movimento

Donne e diritti in movimento

L’Osservatorio AiDS e Aidos hanno partecipato al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2017 con un incontro pubblico dal titolo “Salute Globale: Donne e diritti in movimento”, una riflessione a più voci su salute sessuale e riproduttiva di donne e ragazze.

Dopo la sottoscrizione dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs, nell’acronimo inglese) da parte dell’Assemblea Generale dell’Onu (settembre 2015), organizzazioni internazionali, governi nazionali ed enti territoriali, associazioni imprenditoriali e della società civile si stanno mobilitando in tutto il mondo per disegnare e realizzare politiche e strategie volte a conseguire i 17 obiettivi e i 169 target su cui tutti i Paesi del mondo si sono impegnati.

L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che riunisce oltre 160 organizzazioni e reti della società civile, ha promosso quest’anno il primo Festival dello Sviluppo Sostenibile: oltre 200 eventi (convegni, seminari, workshop, spettacoli, ecc.) per richiamare l’attenzione sia sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, sia su dimensioni trasversali che caratterizzano l’Agenda 2030, dall’educazione alla finanza per lo sviluppo sostenibile, dagli strumenti per il disegno e la valutazione delle politiche alle modifiche degli assetti istituzionali per favorire le politiche per lo sviluppo sostenibile.

Aidos: preoccupante attacco di Trump alla salute sessuale e riproduttiva di donne e ragazze

Aidos: preoccupante attacco di Trump alla salute sessuale e riproduttiva di donne e ragazze

Comunicato stampa

AIDOS con UNFPA per la salute sessuale e riproduttiva e i diritti di donne e ragazze

Roma 5 aprile 2017

AIDOS, che da anni lavora come strategic partner con il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA), esprime la sua preoccupazione e indignazione per la decisione dell’amministrazione statunitense che ieri ha deciso di ridurre di circa 70 milioni di dollari il sostegno annuale a UNFPA, usando come pretesto il cosiddetto emendamento Kemp-Kasten. Il Fondo delle Nazioni Unite lavora in ben 150 Paesi nel mondo per garantire che ogni gravidanza sia desiderata, ogni parto sicuro e che le potenzialità di ogni ragazza siano realizzate, contrastando anche pratiche dannose quali i matrimoni forzati e/o precoci e le mutilazioni genitali femminili.

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Italia annuncia finanziamento di 130 milioni di euro al Fondo Globale per il triennio 2017-19. Società civile italiana: si può fare di più.

Italia annuncia finanziamento di 130 milioni di euro al Fondo Globale per il triennio 2017-19. Società civile italiana: si può fare di più.

Roma, 27 giugno 2016 – L’Italia aumenta del 30%, portandolo a 130 milioni di euro, il proprio contributo al Fondo Globale per il triennio 2017-19. L’annuncio ufficiale per voce del Sottosegretario agli Affari esteri, Benedetto della Vedova, oggi a Roma alla conferenza “Il contributo del Fondo Globale alla salute globale nell’ambito dell’Agenda 2030”, organizzato all’Istituto Superiore di Sanità da Ministero Affari esteri, Fondo Globale e Amici del Fondo globale.

Il Fondo Globale è un organismo multilaterale composto da governi, società civile e settore privato; un’istituzione leader nel sostenere economicamente interventi a favore della salute globale, che contribuisce al 57% dei finanziamenti internazionali per la tubercolosi, al 44% di quelli per la malaria e al 22% dei fondi per la lotta all’AIDS. Raccoglie e investe oltre 3 miliardi di dollari all’anno per programmi gestiti da esperti locali in oltre 100 paesi e ad oggi ha contribuito a salvare più di 17 milioni di vite umane.

“L’impegno assunto dal Governo italiano va nella direzione da noi sempre auspicata. Ma l’Italia potrebbe fare di più, come ha dimostrato negli anni passati. Il nostro Paese ha contribuito a creare, finanziare e sviluppare il Fondo Globale e dalla nascita dell’organizzazione ha erogato circa 1 miliardo di dollari, un investimento che la pone all’ottavo posto tra i più importanti contribuenti alla causa. Auspichiamo, come riportato oggi da Bill Gates in un’intervista al Corriere della Sera, che si realizzi la promessa del Presidente del consiglio, Matteo Renzi, di portare entro il 2020-21, l’Italia ai livelli di finanziamento di altri Paesi” è il commento  della società civile italiana impegnata a sostegno del Fondo Globale: Amici del Fondo Globale, Action Global Health Advocacy Partnership Italia, Malaria No More, The ONE Campaign, Osservatorio AIDS.

“È un primo passo, ma sicuramente non all’altezza dell’ambizione di un Paese che deve mantenere un ruolo di leadership nella lotta per l’accesso alla salute globale e alla povertà”, dichiara Francesca Belli, Direttrice per l’Italia di Action.

“Sappiamo che il Primo ministro Renzi è personalmente impegnato a combattere la povertà estrema e speriamo coglierà l’occasione della Conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale a Montreal a settembre per aumentare il contributo italiano ad almeno 200 milioni di euro”, aggiunge Diane Sheard, Direttrice ad interim per l’Europa di ONE.

“La rete dell’Osservatorio Aids accoglie favorevolmente l’annuncio del governo italiano, convinta del ruolo prezioso svolto dalla cooperazione italiana, anche attraverso le Ong in molti paesi dove opera il Fondo Globale: auspichiamo un impegno crescente sia in termini economici che di partecipazione della società civile nei programmi del Fondo, in particolare quelli rivolti alle popolazioni più vulnerabili e alle questioni di genere”, sottolinea Maria Grazia Panunzi, presidente Aidos.