Gli interventi del Fondo Globale nei Paesi prioritari per la cooperazione italiana in Africa

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Fonte mappa: http://www.theglobalfund.org/en/portfolio/. Sudan, Etiopia, Burkina Faso, Kenya, Somalia, Angola, Mozambico sono paesi prioritari per la cooperazione italiana e/o per le Ong aderenti all’Osservatorio Aids.

Donatori del Fondo Globale, anni 2002-2015

(in milioni di dollari e in % sul totale)

Elaborazione su dati Global Fund http://www.theglobalfund.org/en/financials/

I paesi che forniscono annualmente, in rapporto al proprio Reddito Nazionale Lordo (Rnl*), il maggiore contributo al Fondo Globale sono: il Regno Unito (633 mln di dollari, lo 0,0219% del proprio Rnl), la Svezia (116 mln di dollari, 0,0197%), la Norvegia (71 mln di dollari, 0,0140%), la Francia (387 mln di dollari, 0,0134%), i Paesi Bassi (91 mln di dollari, 0,0103%), il Canada (177 mln di dollari, 0,0100%), gli Stati Uniti (1,5 miliardi di dollari, 0,0087%) e la Germania (318 mln di dollari, 0,0080%).

Stati Uniti - 30% 10149 Milioni di dollari
Francia - 12% 4195 Milioni di dollari
Regno Unito - 11% 3184 Milioni di dollari
Germania - 8% 2608 Milioni di dollari
Giappone - 6% 2158 Milioni di dollari
Unione Europea - 5% 1642 Milioni di dollari
Bill & Melinda Gates F. - 4% 1400 Milioni di dollari
Canada - 4% 1398 Milioni di dollari
Italia - 3% 1082 Milioni di dollari
Svezia - 3% 1057 Milioni di dollari
Paesi Bassi - 3% 979 Milioni di dollari
Norvegia - 2% 626 Milioni di dollari
Spagna - 2% 689 Milioni di dollari
Australia - 1,3% 443 Milioni di dollari
Danimarca - 1,0% 336 Milioni di dollari
Russia - 0,9% 317 Milioni di dollari
Belgio - 0,7% 245 Milioni di dollari
Irlanda - 0,7% 232 Milioni di dollari
Svizzera - 0,3% 118 Milioni di dollari
Arabia Saudita - 0,2% 64 Milioni di dollari
Lussemburgo - 0,1% 41 Milioni di dollari
Altri privati - 0,9% 324 Milioni di dollari
Altri governi donatori - 0,3% 86 Milioni di dollari
Governi di paesi "non traditional donor" - 0,3% 89 Milioni di dollari

È possibile dire basta all'Aids, Tbc e malaria. Adesso.

In 15 anni sono stati raggiunti risultati incredibili per la salute di milioni di donne e uomini.

Se vengono meno le risorse per lavorare, potremmo tornare velocemente indietro.

E le epidemie farebbero un nuovo balzo in avanti.

Accesso alla salute globale significa…

+ 8 milioni le persone che hanno beneficiato
del trattamento antiretrovirale (Art)

+ 13 milioni quelle che hanno ricevuto cure per la Tbc

548 milioni le zanzariere, impregnate di insetticida,
distribuite con i programmi di lotta contro la malaria

Diritti umani e persone più vulnerabili:
la salute non è uguale per tutti e tutte.

In Europa orientale e in Asia centrale alcuni paesi stanno attraversando una fase di transizione, di conseguenza il loro reddito non è più catalogato come basso, bensì come medio-alto. Questo dato sta determinando una progressiva fuoriuscita di molti organismi internazionali per l’aiuto allo sviluppo, compreso il Fondo Globale.

ROMANIA

Dal 2010 il Fondo Globale non sostiene più i programmi di riduzione del danno per le persone che fanno uso di droga e il governo ha tagliato i fondi: la Romania (paese della comunità europea) oggi registra una crescita dell’epidemia di Hiv, a riprova di come accesso alla salute e agenda politica non vadano di pari passo nel paese.

GEORGIA

In Georgia, il consumo di droghe è un reato che può portare anche alla detenzione e il governo dovrebbe occuparsi dei programmi di prevenzione dello scambio di siringhe, ma non può finanziare legalmente le attività di riduzione del danno delle Ong. È venuto meno anche il sostegno del Fondo Globale con il risultato che le persone che usano droghe si ammalano e rischiano anche il carcere.

Disuguaglianza di genere,
discriminazione istituzionalizzata
nei confronti dei gruppi vulnerabili
e un contesto giuridico che punisce
comportamenti considerati
al di fuori della norma
da diverse società,
sono benzina sul fuoco
nella diffusione delle epidemie,
soprattutto l’Aids.

YEMEN

In Yemen, su un totale di 19.000 casi di Hiv, solo 703 persone sono in trattamento e fra le donne sieropositive una su tre è costretta ad abbandonare la propria abitazione o le viene impedito di prendere in affitto un appartamento.

A livello globale, le giovani di età compresa fra i 15-24 anni sono le più vulnerabili all’Hiv, con tassi di infezione due volte più alti di quelli dei loro coetanei maschi. Ad oggi, più di 7.000 giovani donne si ammalano ogni settimana e il virus è la principale causa di morte delle donne in età riproduttiva, ovvero dai 15 ai 49 anni, nei paesi a basso e medio reddito.

CHE FARE?

Le raccomandazioni dell’Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’Aids

L’Osservatorio Aids chiede che l’Italia torni a essere un paese leader nel panorama dei donatori internazionali e che il prossimo impegno finanziario sia di 200 milioni di euro.

L’Osservatorio Aids ritiene che il Fondo Globale debba chiedere maggiore sostegno ai donatori internazionali per contrastare le tre epidemie e arrivare a ottenere almeno 14 miliardi di dollari.

L’Osservatorio Aids chiede al Fondo Globale di potenziare le attività di monitoraggio dei progetti e di rafforzare la partecipazione della società civile internazionale.