FONDO GLOBALE AIDS, TBC E MALARIA: L’ITALIA TORNI A FARE LA SUA PARTE!

Il Fondo Globale chiede a donatori vecchi e nuovi di investire complessivamente 15 miliardi di dollari nei prossimi tre anni. Una cifra importante, ma che unita all’impegno finanziario dei Paesi che realizzano programmi di lotta contro le pandemie e al contributo di altri canali internazionali di finanziamento, farebbe la differenza. 18 milioni di persone che vivono con l’HIV potrebbero beneficiare della terapia antiretrovirale, si salverebbe la vita di 6 milioni di persone colpite dalla tubercolosi e si eviterebbero quasi 200.000 morti per malaria.
Se le risorse per il Fondo Globale rimanessero invariate, si avrebbero 3.9 milioni di nuove infezioni da HIV in più, curare nuovi casi di tubercolosi potrebbe costare fino a 1.000 volte di più e la lotta contro la malaria comporterebbe un mancato incremento del PIL pari a 20 miliardi di dollari.
Questi messaggi sono stati recapitati anche all’Italia. Dopo anni di impegni disattesi e di assenza di investimenti, il nostro Paese ha l’opportunità di cambiare rotta dichiarando un rinnovato impegno nella lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria, in occasione della conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale che si svolge a Washington D.C. il 2 e il 3 dicembre. Alcuni Paesi hanno già dichiarato i loro impegni: e l’Italia cosa farà? Sceglierà di pagare il costo dell’azione o quello della non azione?
E’ possibile scaricare qui il briefing paper “Il costo di (non) agire: l’Italia e il Fondo Globale per combattere AIDS, tubercolosi e malaria”.