Note a margine – Ottobre 2016

Note a margine – Ottobre 2016

Per vincere in maniera globale le tre pandemie, in un momento di crisi economica generalizzata come quello che stiamo vivendo, si dovrà lavorare molto per diminuire le diseguaglianze economiche e di salute presenti anche in Europa e in Italia. I nuovi poveri anche qui si ammalano di più, si curano in ritardo, fanno minore prevenzione soprattutto per ridurre il contagio di Aids. Anche in Italia, in Piemonte e a Torino è necessario spingere sulla prevenzione della trasmissione di queste malattie. Il Ccm lo sta facendo, in collaborazione con le Asl e con alcune scuole, con percorsi sull’affettività. I messaggi di prevenzione dell’Hiv devono essere inseriti all’interno di contesti più ampi di promozione della salute che affrontino tematiche ampie come la conoscenza del proprio corpo, la relazione tra i sessi e l’identità sessuale. Una persona competente sulla propria salute, sul funzionamento del proprio corpo, in grado di fare scelte consapevoli e di relazionarsi in maniera positiva con l’altro è una persona in grado di proteggersi dall’Hiv.

[Marilena Bertini – presidente Ccm]

Dal nuovo numero di Nam – Note a Margine

 

 

La prevenzione necessaria e possibile

La prevenzione necessaria e possibile

hiv«Le terapie oggi assicurano una vita assolutamente normale, ma se si cura l’infezione in tempo. Uno dei grandi errori del passato è stato quello di ghettizzare, che la malattia riguarda solo alcuni sottogruppi, sottovalutandone diffusione e prevenzione»: è uno degli aspetti fondamentali sottolineati da Chiara Pasqualini del Seremi al convegno organizzato dal Comitato Collaborazione Medica – Ccm lo scorso 6 ottobre a Torino.

Qui è possibile scaricare le varie relazioni presentate.

 

Tbc, nuovo rapporto Oms: 10,4 milioni di nuovi casi in tutto il mondo

Tbc, nuovo rapporto Oms: 10,4 milioni di nuovi casi in tutto il mondo

È stato pubblicato il nuovo rapporto Oms sulla Tubercolosi relativo ai dati 2015. 

cara-pencegahan-tbc “Il Global Tuberculosis Report 2016  mette in evidenza le notevoli disuguaglianze tra i paesi nel consentire alle persone con Tb l’accesso alla diagnosi e alla cura. Il rapporto segnala anche la necessità di un impegno politico audace e un aumento dei finanziamenti. Nel 2015, ci sono stati circa 10,4 milioni di nuovi casi di tubercolosi in tutto il mondo. Sei paesi hanno rappresentato il 60% del carico totale, con l’India che porta il peso maggiore, seguita da Indonesia, Cina, Nigeria, Pakistan e Sud Africa. Si stima che circa 1,8 milioni di persone sono morte di tubercolosi nel 2015, di cui 0,4 milioni sono stati co-infettati con Hiv. Anche se le morti di tubercolosi a livello mondiale è sceso del 22% tra il 2000 e il 2015, la malattia è stata una delle prime 10 cause di morte in tutto il mondo nel 2015, responsabile di più morti di Hiv e la malaria. La Tb multiresistente (Mdr-Tb) rimane una crisi di salute pubblica. Nel 2015, solo 1 persona su 5 è stata in grado di accedere al trattamento. Tassi di guarigione continuano a rimanere bassi a livello globale al 52%. Nel 2015, il 22% dei sieropositivi malati di tubercolosi non sono stati arruolati in terapia antiretrovirale (Art). Secondo le raccomandazioni dell’Oms, la terapia deve essere messa a disposizione per tutti i malati di tubercolosi Hiv-positivi”.

[fonte www.panoramasanita.it]

Qui anche un articolo di La Repubblica.

 

Mothers: essere madri in Italia e nel mondo

Il 29 settembre WeWorld ha presentato il film documentario Mothers. L’Amore che cambia il Mondo, realizzato insieme al fotografo di fama internazionale Fabio Lovino per sensibilizzare sui diritti delle mamme in Italia e nel Sud del Mondo.

Alla presentazione, con il patrocinio della Camera dei deputati, insieme al Presidente di WeWorld Marco Chiesara e a Fabio Lovino: Valeria Fedeli, Vice Presidente Senato, Pietro Sebastiani, Direttore Generale Cooperazione italiana allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Filomena Albano – Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

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Italia annuncia finanziamento di 130 milioni di euro al Fondo Globale per il triennio 2017-19. Società civile italiana: si può fare di più.

Italia annuncia finanziamento di 130 milioni di euro al Fondo Globale per il triennio 2017-19. Società civile italiana: si può fare di più.

Roma, 27 giugno 2016 – L’Italia aumenta del 30%, portandolo a 130 milioni di euro, il proprio contributo al Fondo Globale per il triennio 2017-19. L’annuncio ufficiale per voce del Sottosegretario agli Affari esteri, Benedetto della Vedova, oggi a Roma alla conferenza “Il contributo del Fondo Globale alla salute globale nell’ambito dell’Agenda 2030”, organizzato all’Istituto Superiore di Sanità da Ministero Affari esteri, Fondo Globale e Amici del Fondo globale.

Il Fondo Globale è un organismo multilaterale composto da governi, società civile e settore privato; un’istituzione leader nel sostenere economicamente interventi a favore della salute globale, che contribuisce al 57% dei finanziamenti internazionali per la tubercolosi, al 44% di quelli per la malaria e al 22% dei fondi per la lotta all’AIDS. Raccoglie e investe oltre 3 miliardi di dollari all’anno per programmi gestiti da esperti locali in oltre 100 paesi e ad oggi ha contribuito a salvare più di 17 milioni di vite umane.

“L’impegno assunto dal Governo italiano va nella direzione da noi sempre auspicata. Ma l’Italia potrebbe fare di più, come ha dimostrato negli anni passati. Il nostro Paese ha contribuito a creare, finanziare e sviluppare il Fondo Globale e dalla nascita dell’organizzazione ha erogato circa 1 miliardo di dollari, un investimento che la pone all’ottavo posto tra i più importanti contribuenti alla causa. Auspichiamo, come riportato oggi da Bill Gates in un’intervista al Corriere della Sera, che si realizzi la promessa del Presidente del consiglio, Matteo Renzi, di portare entro il 2020-21, l’Italia ai livelli di finanziamento di altri Paesi” è il commento  della società civile italiana impegnata a sostegno del Fondo Globale: Amici del Fondo Globale, Action Global Health Advocacy Partnership Italia, Malaria No More, The ONE Campaign, Osservatorio AIDS.

“È un primo passo, ma sicuramente non all’altezza dell’ambizione di un Paese che deve mantenere un ruolo di leadership nella lotta per l’accesso alla salute globale e alla povertà”, dichiara Francesca Belli, Direttrice per l’Italia di Action.

“Sappiamo che il Primo ministro Renzi è personalmente impegnato a combattere la povertà estrema e speriamo coglierà l’occasione della Conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale a Montreal a settembre per aumentare il contributo italiano ad almeno 200 milioni di euro”, aggiunge Diane Sheard, Direttrice ad interim per l’Europa di ONE.

“La rete dell’Osservatorio Aids accoglie favorevolmente l’annuncio del governo italiano, convinta del ruolo prezioso svolto dalla cooperazione italiana, anche attraverso le Ong in molti paesi dove opera il Fondo Globale: auspichiamo un impegno crescente sia in termini economici che di partecipazione della società civile nei programmi del Fondo, in particolare quelli rivolti alle popolazioni più vulnerabili e alle questioni di genere”, sottolinea Maria Grazia Panunzi, presidente Aidos.

Rock Against Aids. Partecipo perché

Rock Against Aids. Partecipo perché

Panta - Simone Cecchetti

“Uno dei doni più grandi del rock, oggi come ieri, è quello di interpretare e diffondere i messaggi più profondi della nostra società: per questo siamo orgogliosi di essere stati scelti come ambasciatori di One in Italia e per questo ci siamo fatti promotori con l’Osservatorio Aids di un’iniziativa così importante”. Panta

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Fondo Globale: l’Italia torni ad essere paese leader fra i donatori internazionali

Roma. 14 giugno 2016.

È stato presentato oggi alla Camera dei Deputati il rapporto “Il Fondo Globale: un’opportunità per l’Italia, una risorsa per le future generazioni” pubblicato nell’ambito del progetto “Increasing Italy’s commitment to the Global Fund to Fight Aids, Tuberculosis and Malaria” coordinato da Aidos per l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids.

Nella prima parte il documento illustra come funziona il Fondo, quali i paesi coinvolti, i servizi erogati e con quali risultati; nella seconda parte invece sono raccontate le buone pratiche con le esperienze sul campo di alcune Ong dell’Osservatorio: Amref Health Italia, Medicus Mundi Italia, Coopi, Medici con l’Africa – Cuamm, Ccm – Comitato Collaborazione Medica.

I numeri non lasciano dubbi: dal 2002 al 2014, nei paesi in cui opera il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria, sono state salvate più di 17 milioni di vite, è stata riscontrata la diminuzione di un terzo dei decessi per Hiv, Tbc e malaria: oltre 8 milioni le persone che hanno beneficiato del trattamento antiretrovirale (Art), oltre 13 milioni quelle che hanno ricevuto cure per la Tbc e 548 milioni le zanzariere, impregnate di insetticida, distribuite attraverso i programmi di lotta contro la malaria.

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