Aids2018. I numeri della conclusione

Aids2018. I numeri della conclusione

Oltre 16mila fra ricercatori, sostenitori, responsabili politici, finanziatori e leader di comunità di oltre 160 paesi; circa 3mila abstract presentati da oltre 100 paesi, insieme a dozzine di sessioni satellitari, programmi pre-conferenza, performances, cortei, spettacoli e riunioni della comunità.

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Aids2018. Incontri con la società civile. Serge Douomong Yotta

Serge Douomong Yotta ha iniziato a occuparsi di Aids quando gli sono morti diversi amici sieropositivi. È diventato personalmente motivato a fermare la diffusione dell’Hiv all’interno della sua comunità. Ha co-fondato Affirmative Action per rispondere alle ingiustizie affrontate dalle persone Lgbtq in Camerun e per fornire accesso ai servizi per l’Hiv. Affirmative Action beneficia del sostegno del Fondo Globale per realizzare programmi di prevenzione e presa in carico di persone con Hiv/Aids ma anche di progetti per i diritti umani, offrendo assistenza giuridica a persone Lgbtq o persone incarcerate dalla polizia. 

Lo abbiamo incontrato ad Aids 2018 come speaker del Gfan – Global Fund Advocates Network e ci ha raccontato la sua esperienza,

Seconda Parte

Aids2018. Incontri con la società civile. Lila – Lega italiana lotta aids

Lella Cosmaro, Lila Milano, da oltre vent’anni si occupa di Hiv/Aids e a ha seguito e coordinato molti progetti di prevenzione e preso parte a diversi studi di ricerca psicosociale. Negli ultimi anni ha assunto impegni a livello internazionale per rappresentare Llila in ambito europeo. Dal 2009 fa parte dell’Eu Hiv/Aids civil Society Forum e dal 2013 fa parte dell’External Advisory Board di Eatg European Aids Treatment Group e si impegna per essere un “ponte” tra le politiche europee e internazionali e il contesto italiano.

Aids2018. Risorse finanziarie per mettere in campo le buone pratiche

Aids2018. Risorse finanziarie per mettere in campo le buone pratiche

È possibile porre fine alle tre epidemie – Aids, Tbc e Malaria – solo con un incremento delle risorse finanziarie: questo chiede il rapporto Get Back on Track to End the Epidemics del Gfan – Global Fund Advocates network presentato alla conferenza. La società civile si mobilita in vista della sesta conferenza di finanziamento nel 2019 del Fondo Globale, il principale organismo multilaterale impegnato nella lotta contro le tre epidemie. I donatori saranno chiamati a dichiarare i propri impegni finanziari per il triennio 2020-2022.

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Aids2018. Incontri con la società civile. Maurine Murenga

Maurine vive con l’Hiv dall’inizio degli anni 2000. A quel tempo, c’era poco accesso alle cure in Kenya. Nel 2002, Maurine aspetta il suo primo figlio ma non può accedere ai servizi e suo figlio contrae l’Hiv da lei alla nascita. Maurine e suo figlio hanno iniziato le cure nel 2003, quando il Fondo Globale è arrivato in Kenya e dopo ha avuto un altro figlio nato senza Hiv. Ora sia la madre che i figli sono sani. Tuttavia, Maurine ha perso il conto di quante volte è stata curata per la malaria, incluse tre volte quando era incinta del suo secondo figlio. L’Hiv infatti aumenta il rischio di infezione da malaria, in particolare tra le donne incinte.

Forte della sua esperienza Maurine ha fondato la “Lean on Me Foundation”, organizzazione che fornisce assistenza e supporto completo a ragazze adolescenti e giovani donne affette da Hiv e Tbc. Maurine fa parte anche del comitato direttivo di Women 4 Global Fund e del gruppo consultivo della divisione Diritti civili e genere del Fondo globale.

Ha partecipato alla conferenza di Amsterdam come speaker del Gfan – Global Fund Advocates Network

Aids2018. Incontri con la società civile. Conigli Bianchi

Luca Modesti, illustratore freelance, dei Conigli Bianchi racconta come è nata la loro esperienza, ad Amsterdam hanno portato una mostra di illustrazioni stampate su bandiere. Si definiscono ” attivist*, performers, fumettist*, illustratori e illustratrici, cantanti, attori e attrici che hanno deciso di unire le forze per aprire un discorso pubblico sul tema più misconosciuto del pianeta. Sogniamo di fare una rivoluzione parlando di sangue ma senza spargerlo. I tempi sono maturi perché li faccia anche il senso comune, rimasto fermo allo storico spot dell’alone viola di trenta anni fa. La paura non serve, bensì la conoscenza è potere. Per questo ci definiamo sieroconsapevoli e sierocoinvolt*”.

Aids2018. “I am here. Sono qui”

Aids2018. “I am here. Sono qui”

“I am here. Sono qui”. Questo lo slogan scelto dalle attiviste di Catwalk4power, collettivo di donne di Londra che lavora per rafforzare la propria comunità di amicizie, creando spazi sicuri per le donne e, attraverso la moda, creando abiti e accessori da vendere per finanziare i loro progetti, combattono lo stigma sull’Hiv.

Troppo spesso esiste la discriminazione e viene meno il riconoscimento dell’esistenza delle persone sieropositive, delle loro esigenze e rivendicazioni.

Per questo ad Aids2018 non sono mancati anche momenti di protesta, pacifica e argomentata, come quella delle attiviste e attivisti Usa che non vogliono che la prossima conferenza internazionale si tenga negli Stati Uniti governati da Trump, il presidente che taglia fondi e finanziamenti ai progetti che riguardano la vita di migliaia di persone.

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Aids2018. Nessuno può sparire, ognuno è responsabile

Aids2018. Nessuno può sparire, ognuno è responsabile

Più di 15mila fra ricercatori, attivisti e rappresentanti politici e delle istituzioni di oltre 160 paesi, centinaia di volontari e un “Villaggio globale” che irradia energie, passioni e buone pratiche da condividere fra mostre fotografiche, soprattutto di donne, istallazioni con i condom, laboratori di moda e jam session.Linguaggi diversi per combattere insieme discriminazioni e ineguaglianze: è iniziata così la settimana della 22esima conferenza sull’Aids, che si tiene ad Amsterdam fino al 27 luglio e che si è aperta ufficialmente con ospiti d’eccezione, dal principe Harry a Concita Wurst, e con la marcia che ha attraversato le vie della città: alcune migliaia di attiviste e attivisti, un corteo colorato e allegro, con slogan chiari e comprensibili per tutt@: cambiamo le politiche, non le persone; accesso egualitario all’assistenza sanitaria; stop allo stigma e alle discriminazioni e soprattutto solidarietà con le persone che vivono con l’Hiv e alle comunità che sono loro accanto. Gli esperti riuniti ad Aids2018 parlano chiaro, stanno venendo meno i fondi e l’epidemia potrebbe ripartire, sicuramente si allontanano gli obiettivi fissati con l’agenda 2030 dalla comunità internazionale.Del resto, come denunciato dalla campagna spagnola lanciata da Salud por Derecho “Nobody can disappear”, nessuno può sentirsi escluso da questa battaglia, perché se i governi spariscono, se i donatori spariscono, se la società civile sparisce non saremo capaci di porre fine all’Aids.

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Aids2018. I diritti umani tracciano la via per la salute globale

Aids2018. I diritti umani tracciano la via per la salute globale

Non c’è salute senza diritti umani, questo l’approccio scelto dalla 22° edizione della conferenza internazionale sull’Aids, che già dal titolo indica la via – Breaking Barriers, Building Bridges /Rompere le barriere, costruire ponti – e richiama l’attenzione sulla necessità di raggiungere più efficacemente le comunità vulnerabili, dall’Europa orientale all’Asia Centrale fino alle regioni africane e mediorientali in cui l’epidemia è in crescita.

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