Il comunicato della Gcap Italia in occasione della giornata mondiale dei diritti umani
Roma, 12 dicembre 2010 - In occasione della giornata mondiale dei diritti umani, la Coalizione italiana contro la Povertà pubblica il documento “Non c’è più rispetto”che traccia un bilancio dell’impegno del governo italiano per affrontare l’emergenza della salute globale, uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano.
Per rendersi conto di quanto sia grave la situazione in merito bastano tre dati:
· ogni giornocirca 29.000 bambini muoionoprima dei cinque anni, nella stragrande maggioranza per cause facilmente prevenibili;
· ogni giorno 1.000 donne muoiono per complicazioni facilmente prevenibili legate alla gravidanzao alparto; per ognuna di loro,almeno 20 donnerestano vittime di infermità;
· ogni annola tubercolosi, l’HIV/AIDS e la malariauccidono oltre cinque milioni di persone, con un costo di milioni di dollari per le economie di paesi già poverissimi.
Queste morti, oltre a indicare un’emergenza sanitaria globale, sono la più grande violazione dei diritti umanidel nostro tempo.
Proprio alla salute sono dedicati 3 degli 8 Obbiettivi di sviluppo del Millennio da raggiungere entro il 2015. Mancano solo cinque anni al traguardo, ma la situazione non è migliorata rispetto a dieci anni fa, nonostante gli impegni presi in sede UE, G8 e ONU. L’Europa complessivamente è il maggior donatore al mondo per i paesi in via di sviluppo, ma è ancora indietro sulla percentuale degli aiuti destinata alla salute. Nessun donatore europeo raggiunge l’obiettivostabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità di destinare lo 0,1 per cento del pil in aiuti alla salute globale. L’Italia, tra i paesi donatori,è il più lontano dalla meta, conappena lo 0,025 per cento del suo PIL (2008) destinato alla salute globale.
La crisi è una scusa
Molti paesi hanno usato la crisi economica per giustificare ritardi e inadempienze. Tuttavia, Francia, Regno Unito e Svezia hanno aumentato notevolmente l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) nei loro bilanci. Non solo. Anche in questo periodo difficile, basterebbe applicare una tassa sulle transazioni finanziarie a livello globale, o anche solo nell’Eurozona, pari allo 0,05% per generare rapidamente nuove risorse.
All’Italia la maglia nera
L’Italia, tra i donatori, è il paese che ha mantenuto il minor numero di impegni rispetto ai tre fronti dell’emergenza sanitaria globale: salute materno-infantile, rafforzamento dei sistemi sanitari e lotta contro AIDS, tubercolosi e malaria.
Il documento ripercorre dieci anni di promesse puntualmente disattese e rivolge dieci raccomandazioni al governo.
Questo comunicato è stato realizzato nell’ambito del progetto “Health for All!” co-finanziato dalla Commissione Europea . Il contenuto del presente comunicato stampa è responsabilità di ISCOS e dei partner del progetto e non riflette in alcun modo l’opinione dell’Unione Europea.

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