Pubblichiamo il testo della risoluzione su HIV AIDS del Congresso Mondiale della Confederazione Internazionale dei Sindacati, che si è chiuso il 25 giugno 2010 a Vancouver. La CIS rappresenta 176 milioni di lavoratori in 156 paesi ed ha 312 sindacati nazionali affiliati. In particolare dal congresso è emersa la preoccupazione per l'impatto della crisi mondiale sui finanziamenti per le iniziative in tema di HIV/AIDS.
RISOLUZIONE DEL II CONGRESSO MONDIALE
della Confederazione Internazionale dei Sindacati
(Vancouver, 21-25 giugno 2010)
Combattere l'HIV/AIDS
1. La pandemia dell’HIV/AIDS è una sfida mondiale per lo sviluppo e il progresso sociale.
Secondo l’UNAIDS e l’Organizzazione Mondiale della Sanità si stima che 33,4 milioni di
persone vivano con l'HIV e che oltre 7.000 persone al giorno contraggano l’HIV. Nel 2008
questa patologia ha causato 2 milioni di decessi, il 70% dei quali nell'Africa sub-sahariana.
L’Africa sub-sahariana, ove vivono 22,4 milioni di persone affette da HIV o AIDS, è la regione
più colpita in termini di numero di persone contagiate ed entità d’impatto della pandemia. La
dura realtà è che il flagello dell’HIV/AIDS continua a colpire negativamente le donne, che
sono più facilmente soggette al contagio rispetto agli uomini. La maggior parte di coloro che
hanno contratto l’HIV vive in condizioni di svantaggio economico e sociale e la maggior parte
delle nuove infezioni da HIV si verifica nei paesi a basso reddito.
2. Il Congresso prende atto del fatto che le conseguenze dell'HIV/AIDS hanno profonde
implicazioni per i lavoratori, le loro famiglie ed i familiari a carico, nonché per l’esercizio dei
diritti umani, e possono causare o aumentare la povertà, la disuguaglianza e le ingiustizie
sociali che affliggono i lavoratori e le persone povere in tutto il mondo. Il Congresso riconosce
che l'impatto della pandemia HIV/AIDS riflette ed accresce altre fonti di svantaggio e
disuguaglianza nella società, ivi comprese quella vissute da donne e ragazze, giovani,
migranti, disoccupati, rifugiati ed omosessuali. La particolare vulnerabilità delle donne e delle
ragazze rende indispensabile rafforzare la prospettiva di genere nella lotta contro l'HIV/AIDS.
3. Il Congresso esprime viva preoccupazione per le gravi sofferenze umane causate dalla
pandemia HIV/AIDS. Impegna la CIS a contribuire efficacemente alla prevenzione, al
controllo e, in definitiva, all’eliminazione dell’HIV/AIDS.
4. Il Congresso ribadisce l'importanza del ruolo della Organizzazione internazionale del lavoro
e dei suoi componenti nell’affrontare gli aspetti dell’HIV/AIDS afferenti al luogo di lavoro ed
accoglie con favore l'adozione del nuovo strumento dell'OIL in materia di HIV/AIDS e mondo
del lavoro. A tale proposito, il Congresso sottolinea:
• l'assoluta necessità di tutelare le persone affette da HIV/AIDS da tutte le forme di
discriminazione sul lavoro ed estendere loro le tutele offerte dalla Convenzione OIL n. 111 e
delle altre convenzioni dell'OIL;
• che la privacy e la riservatezza sono essenziali per ogni efficace programma in tema di
HIV/AIDS e mondo del lavoro e che ogni azione di controllo sul posto di lavoro, ivi compresi il
monitoraggio e la gestione dell'HIV/AIDS, deve essere effettuata senza compromettere la
privacy dei dati personali dei lavoratori ed i diritti di riservatezza;
• la necessità che i programmi HIV/AIDS nazionali e sul posto di lavoro siano concepiti ed
attuati di concerto con i lavoratori ed i loro rappresentanti;
• la necessità di programmi sanitari sul luogo di lavoro da collegare ai servizi di sanità
pubblica;
• la necessità di informazioni ed azioni efficaci e mirate per ridurre tutti i comportamenti a
rischio, ivi compresi il consumo di droga con l’utilizzo di siringhe infette, la trasmissione fra
individui, la poligamia ed il sesso non protetto.
5. Il Congresso invita i governi a collaborare con le parti sociali nell’attuazione del nuovo
strumento dell'OIL, che sottolinea che tutti i paesi, indipendentemente dal tasso di contagio
registrato, possono beneficiare di un quadro giuridico che porti alla luce le sfide connesse
all’HIV sul luogo di lavoro, tuteli dalle discriminazioni, rispetti la privacy ed i diritti di
riservatezza, prevenga i rischi di infezione sul posto di lavoro ed assicuri il coinvolgimento di
tutte le parti interessate delle competenti istituzioni.
6. Il Congresso esprime la sua profonda preoccupazione circa l'impatto della crisi mondiale
sui finanziamenti per le iniziative in tema di HIV/AIDS ed invita tutti i governi a mantenere la
promessa di fornire risorse per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio in materia di
HIV/AIDS relativi al conseguimento di un accesso universale alle cure entro il 2010, e di
arrestare ed iniziare a invertire la tendenza alla diffusione della pandemia entro il 2015. La
crisi ha già messo a repentaglio le azioni di prevenzione e cura dell'HIV. Il Congresso prende
atto degli ammonimenti già lanciati in tal senso dalla Banca Mondiale e dal Fondo Mondiale
per la lotta all'AIDS, alla tubercolosi ed alla malaria e ribadisce che la lotta contro l'HIV/AIDS
non deve diventare un’ulteriore vittima della crisi.
7. Il Congresso riconosce che l'accesso equo e completo all’assistenza sanitaria, ed in
particolare ai farmaci per la cura dell'HIV, è un diritto dell’uomo. Pertanto, la comunità
internazionale dovrebbe promuovere azioni efficaci e dare priorità ai programmi ed alle
politiche internazionali in materia di assistenza allo sviluppo. Il Congresso insiste sulla
necessità di creare sistemi pubblici di assistenza sanitaria efficaci ed universalmente
accessibili in tutti i paesi in modo che ogni Stato onori le responsabilità che gli competono di
realizzare il diritto alla salute dei suoi cittadini.
8. Il Congresso sostiene appieno il Programma per l’HIV/AIDS delle Federazioni sindacali
internazionali al fine di promuovere l'azione sindacale in materia di HIV/AIDS nei luoghi di
lavoro e d’intraprendere una campagna sindacale unitaria di promozione di un approccio
orientato ai diritti nella lotta alla pandemia dell’HIV/AIDS.
Programma d'azione della CIS
9. Il Congresso incarica la CIS e le organizzazioni regionali, in collaborazione con i partner e
le organizzazioni affiliate delle Federazioni sindacali internazionali, di:
(a) accrescere l’importanza ed il rilievo attribuiti all'HIV/AIDS nell’agenda sindacale mondiale;
(b) sostenere le attività delle organizzazioni affiliate volte ad educare, promuovere e
sviluppare la comprensione e l'impegno dei lavoratori, sviluppando la loro capacità di adottare
approcci per l’HIV/AIDS basati sui diritti;
(c) promuovere campagne che assicurino una legislazione appropriata in materia di
HIV/AIDS, in linea con i termini e le condizioni della presente risoluzione e con la loro
attuazione, fornendo soluzioni rapide ed efficaci ed accesso alle cure;
(d) promuovere la più completa ed efficace attuazione del nuovo strumento dell'OIL in materia
di HIV/AIDS e mondo del lavoro sia a livello nazionale che internazionale;
(e) coinvolgere le organizzazioni dei datori di lavoro in sforzi comuni per combattere la
discriminazione da HIV/AIDS sul posto di lavoro;
(f) intraprendere una campagna di lotta contro la discriminazione subita dai sieropositivi e di
promozione di misure volte ad agevolare l'accesso, la permanenza e il rientro al lavoro di tali
soggetti;
(g) rafforzare la collaborazione con l’OIL, l'UNAIDS, l'Organizzazione mondiale della sanità, il
Fondo Globale per la lotta all'AIDS, la tubercolosi e la malaria e con le altre organizzazioni
internazionali interessate;
(h) sostenere l’accesso del sindacato al finanziamento del Fondo Globale;
(i) affrontare le sfide che rendono inaccessibili le cure ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo
e di altri paesi a reddito basso e medio, talvolta a causa della tutela dei brevetti farmaceutici
attuata tramite l’Organizzazione Mondiale del Commercio;
(j) promuovere un’efficace rete sindacale mondiale e regionale per combattere l'HIV/AIDS;
(k) integrare la dimensione di genere dell’HIV/AIDS in tutte le attività.
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