Dal G8 canadese è arrivata l’ennesima dichiarazione d’intenti, l’ennesima scadenza entro cui gli otto paesi più industrializzati promettono di concentrare i loro sforzi nei prossimi anni. Per la precisione, si tratta di 5 miliardi di dollari da impegnare nei prossimi cinque anni per migliorare la salute materno-infantile, insieme a 2,3 miliardi stanziati da altri donatori. Un’iniziativa che l’Osservatorio AIDS accoglie positivamente anche se è opportuno precisare che di questi 5 miliardi solo una parte costituisce fondi addizionali, che si aggiungono alle quote che ciascun paese già destina a tale scopo.
Inoltre, il nuovo impegno dei grandi otto sembra andare a scapito di un'altra promessa, quella sull’aumento dell’aiuto pubblico allo sviluppo sottoscritta al G8 di Gleaneagles nel 2005 e scomparsa quest’anno per la prima volta dal comunicato finale del vertice. Un’assenza preoccupante, come preoccupante è il silenzio da parte del presidente del Consiglio Silvio Berlusconiche non ha accennato minimamente alla quota promessa e mai versata al Fondo Globalecontro AIDS, tubercolosi e malaria.
Alla vigilia del G8 avevamo denunciato il grave ritardo dell’Italia, l’unico paese a non aver ancora versato la quota per il 2009 (130 milioni di Euro + 30 milioni di dollari) riproponendo il video della conferenza stampa del presidente Berlusconi al G8 de L’Aquila (http://www.youtube.com/watch?v=OesQLv4XxcA), nella speranza che in occasione del G8 canadese sarebbe arrivata qualche novità. Così non è stato. La speranza è che, in vista della conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale, in programma per il prossimo ottobre, il governo italiano si decida a versare le quote 2009 e 2010.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
























