Quando, un anno fa, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi davanti a una platea di giornalisti prometteva che l’Italia avrebbe tenuto fede al suo impegno verso il Fondo Globale contro AIDS, Tubercolosi e Malaria – “che io stesso ho fortemente voluto” -, versando “entro un mese” la quota per il 2009, forse non pensava alle telecamere che lo stavano riprendendo. Nel rivedere quelle immagini alla vigilia del Vertice di Muskoka in Canada si rimane colpiti: una volta abbassati i riflettori del G8, di quelle promesse non è rimasto nemmeno il ricordo.
L’Italia è l’unico paese donatore del Fondo Globale che non ha ancora versato la quota 2009: come dice il Presidente Berlusconi nel video, facendo confusione sulle valute, si tratta di 130 milioni di euro più 30 milioni di dollari aggiuntivi chiesti l’anno scorso dal direttore esecutivo del Fondo, Michel Kazatchkine.
Quest’anno scade il termine che i Paesi del G8 avevano fissato per realizzare l’Accesso universale a cure, prevenzione e trattamento per l’HIV/AIDS. L’obbiettivo è ancora lontano ed è necessario che al vertice di Muskoka gli otto leader stabiliscano un piano che indichi le risorse da erogare e i tempi in cui intendono farlo.
Nato nel 2002, il Fondo Globale è diventato in pochi anni il principale meccanismo di finanziamento della lotta contro le tre pandemie, con oltre 600 programmi in 144 Paesi. Finora sono state salvate 4,5 milioni di vite umanerendendo possibile l’accesso alle cure per l’AIDS a 2,3 milioni di persone. 3,7 milioni di orfani a causa dell’AIDS sono stati assistiti e 445mila donne incinte sieropositive sono state sottoposte al trattamento di prevenzione della trasmissione madre-figlio del virus HIV. Attraverso le ONG che lo compongono, tutte impegnate nella lotta contro l’AIDS nei Paesi in via di sviluppo, l’Osservatorio AIDS ha l’opportunità di toccare con mano e monitorare tali risultati direttamente sul campo.
| < Prec. | Succ. > |
|---|
























