Mentre si accendono i riflettori sulla XIX Conferenza internazionale sull’Aids a Washington,
l’Italia continua a giocare a nascondino
Si apre questo fine settimana a Washington la XIX Conferenza Internazionale sull’Aids, il più grande evento mondiale in cui decisori politici, società civile e ricercatori si incontrano per fare il punto sulla lotta contro la pandemia e definire i prossimi passi da compiere per invertire la diffusione dell’Hiv e garantire l’accesso alla terapia antiretrovirale salvavita anche a coloro che vivono nei paesi meno sviluppati.
L’Italia arriva all’appuntamento con il peso di un debito di 260 milioni di euro nei confronti del Fondo Globale per la Lotta contro l’Aids, la Tubercolosi e la Malaria, aggravato da una totale mancanza di strategia per fronteggiare la pandemia nei paesi più poveri. L’impegno del nostro Paese per sconfiggere l’Aids si è infatti praticamente azzerato da quando, nel 2009, non è stato più finanziato il Fondo Globale e da allora non sono stati individuati canali alternativi.