Twitter storm @Matteo Renzi

Twitter storm @Matteo Renzi

Quando: lunedì 1 dicembre 2014. Orario: 11:00–14:00.

Tweet: Support @GlobalFund with #FTT means work on defeating #AIDS forever! #worldAIDSday     @matteorenzi FIRMA LA PETIZIONE! http://www.globalfundadvocatesnetwork.org/campaign/financial-transaction-tax/

 

In occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS del 1 dicembre, sarebbe estremamente importante per noi concentrare le forze in un Twitter Storm diretto al nostro Presidente del Consiglio – che dovrebbe partecipare il 27 p.v. all’apertura della Conferenza di Roma “Lotta all’HIV/AIDS dieci anni dopo la Dichiarazione di Dublino”- per evidenziare il ruolo che la Tassa sulle Transazioni Finanziare (TTF) potrebbe avere nella lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, attraverso un sostegno al Fondo Globale.

La società civile chiede ai governi degli 11 Paesi europei che hanno aderito alla TTF di destinare le risorse derivanti da tale tassa alla lotta contro la povertà, i cambiamenti climatici e per lo sviluppo – in particolare istruzione e salute globale. In vista del 1 dicembre, Giornata mondiale della lotta contro l’AIDS, torniamo a chiedere al Presidente del Consiglio Renzi di destinare la TTF al Fondo Globale.

Tweet: Support @GlobalFund with #FTT means work on defeating #AIDS forever! #worldAIDSday @matteorenzi FIRMA
LA PETIZIONE! http://www.globalfundadvocatesnetwork.org/campaign/financial-transaction-tax/

°°°°°°°°°°°°

1 dicembre su Facebook #worldAIDSday for #FTT!

In aggiunta al Twitter Storm, stiamo creando un evento Facebook per rinforzare l’impatto mediatico durante la Giornata mondiale di lotta contro l’AIDS.
Il 1 dicembre potrete pubblicare post attraverso Facebook – senza precisi limiti di orario – che contengano l’immagine pubblicata sopra e il seguente testo:
Support #GlobalFund with #FTT means work on defeating #AIDS forever! #worldAIDSday” http://www.globalfundadvocatesnetwork.org/campaign/financial-transaction-tax/

 

Diffondete!
———————————————————————————————————————————–

ENGLISH VERSION

Twitter storm @MatteoRenzi

When: Monday 1st December 2014. 10:00–13:00 GMT / 11:00–14:00 CEST
Tweet: Support @GlobalFund with #FTT means work on defeating #AIDS forever! #worldAIDSday @matteorenzi Sign
the petition! http://www.globalfundadvocatesnetwork.org/campaign/financial-transaction-tax/

On the occasion of World AIDS Day it would be extremely important for us to concentrate our efforts in a Twitter Storm to the Italian Prime Minister Matteo Renzi – who should have joined the opening of the Conference «Fighting HIV/AIDS ten years after the Dublin Declaration» (Rome, 27-28 November) – to stress the role that the Financial Transaction Tax (FTT) could play in the fight against AIDS, tuberculosis and malaria, supporting the Global Fund.

CSOs call on the 11 EU leaders that joined the FTT taking a political commitment that the tax revenues will be used to tackle poverty at home and around the world and against the climate change. On the occasion of World AIDS Day we are asking again Prime Minister Matteo Renzi to allocate a portion of the tax revenue to the Global Fund.

Help us just with one tweet!

Tweet: Support @GlobalFund with #FTT means work on defeating #AIDS forever! #worldAIDSday @matteorenzi Sign
the petition! http://www.globalfundadvocatesnetwork.org/campaign/financial-transaction-tax/

°°°°°°°°°°

1st December on Facebook #worldAIDSday for #FTT !

In addition to the Twitter Storm, we are arranging a Facebook Event to strengthen the media impact on World AIDS Day. At least, you could support us posting on December 1st on Facebook:

Support #GlobalFund with #FTT means work on defeating #AIDS forever! #worldAIDSday” http://www.globalfundadvocatesnetwork.org/campaign/financial-transaction-tax/

 

Please, post the message together with the above-reported image. You can post whenever you want on Facebook on December 1st, there aren’t time limits.

Please, share widely!

GCAP. G20 – Dalla “logica” dell’emergenza alle grandi sfide da affrontare: equità, cambiamento climatico, lotta alla corruzione

GCAP – coalizione italiana contro la povertà

 

Appello GCAP al presidente del Consiglio Renzi perché i risultati del vertice informale dei leader del G20 rappresentino davvero un avanzamento nel senso dell’equità e dello sviluppo sostenibile
http://www.gcap.it/

 

I leader del G20 devono dimostrare un chiaro impegno per migliorare la vita delle persone più vulnerabili e adottare azioni concrete e misurabili per ridurre le disuguaglianze e affrontare il cambiamento climatico; questo l’appello che la GCAP, coalizione italiana contro la Povertà, rivolge al Presidente del Consiglio Matteo Renzi alla vigilia del vertice.

Nella fase di transizione verso una più efficace governance mondiale, il G20 può assumere un ruolo importante di confronto su alcuni persistenti fattori di crisi globale, per dare invece impulso alle possibili leve di benessere delle persone e degli ecosistemi, all’equa distribuzione delle risorse, alla salute globale, alla giustizia sociale e di genere.

Non si può tornare indietro nella lotta contro la povertà, ma occorre affrontare le crescenti disuguaglianze. Il “Piano d’azione” di Brisbane del G20 deve fondarsi sull’impegno formale assunto l’anno scorso a San Pietroburgo per una crescita inclusiva. Per i leader del G20 oggi diventa imperativo affrontare le grandi questioni del nostro tempo: dal divario crescente tra i più ricchi e i più poveri, che sta minando la lotta globale contro la povertà ed erodendo la fiducia nei governi, al cambiamento climatico, all’esigenza di creare posti di lavoro e di fermare l’epidemia dell’ebola nei paesi dell’Africa Occidentale.
Per quel che riguarda il cambiamento climatico, si tratta di una minaccia di portata enorme, che non riguarda certo solo gli aspetti ambientali. Se il G20 si occupa prevalentemente di economia, non può certo ignorare quanto economisti di chiara fama e grandi istituzioni finanziarie hanno denunciato sull’impatto che già oggi il riscaldamento globale ha e sull’insostenibilità per qualunque economia degli impatti di un aumento della temperatura globale che superi i 2°C. La decisione della Presidenza australiana di ignorare l’impatto dei cambiamenti climatici sull’economia globale è un passo indietro che gli altri Paesi del G20 non possono accettare.

Peraltro, anche il piano sull’Efficienza energetica appare totalmente inefficace, evitando di affrontare le questioni di fondo nei settori strategici della produzione energetica e industriale. E’ indispensabile porre fine ai sussidi ai combustibili fossili (impegno già preso dal G20 a Pittsburgh nel 2009): 88 miliardi di dollari che ogni anno vanno ad alimentare la maggiore fonte di anidride carbonica e, quindi, il cambiamento climatico.

La salute non può essere affrontata soltanto in termini di emergenza, come nel caso di Ebola.
E’ necessario che i governi garantiscano il diritto alla salute per tutti e ovunque e quindi si impegnino per ridurre le migliaia di morti tuttora causate dalle pandemie (Hiv/Aids, malaria e tubercolosi), da gravidanze e parti insicuri, rafforzando i sistemi sanitari locali e garantendo l’accesso universale alle cure e ai servizi sanitari, inclusi quelli per la salute sessuale e riproduttiva. Proprio l’Ebola è un chiaro esempio del ruolo che gioca la disuguaglianza sociale ed economica: il virus si è diffuso rapidamente nei paesi con infrastrutture e sistemi sanitari pubblici carenti e inidonei a contrastarlo. I leader del G20 devono intervenire assicurando sin da subito personale e risorse finanziarie per impedire che l’epidemia si trasformi in una catastrofe umanitaria: ma in una ottica più strutturale, devono affrontare le cause del mancato sviluppo di sistemi sanitari pubblici efficienti in questi paesi.

Occorre aumentare davvero gli sforzi per combattere la corruzione internazionale e vanno attuate misure per assicurare piena e trasparente informazione sulle proprietà e sugli utili, attraverso registri pubblici. Vanno affrontate efficacemente le lacune del sistema fiscale internazionale (a partire dai paradisi fiscali) attraverso un processo inclusivo e trasparente, assicurando che i paesi a basso e medio reddito beneficino di queste riforme fiscali. La GCAP Italia sollecita anche l’introduzione di uno Strumento Obbligatorio per condizionare le imprese transnazionali al rispetto delle norme anti-corruzione e sui diritti umani.

La GCAP rivolge un appello al presidente del Consiglio Renzi perché i risultati del vertice informale dei leader del G20 rappresentino davvero un avanzamento nel senso dell’equità e dello sviluppo sostenibile.

 

Mariagrazia Midulla – Co-Portavoce GCAP Italia
Riccardo Moro – Co-Portavoce GCAP Italia
Roma, 14 Novembre 2014

Per contatti:
GCAP Italia: gcap@gcap.it
Mariagrazia Midulla, +39 3298316415, Riccardo Moro + 348 4121255

Campagna 005. Ecofin: nuovo round per la Robin Hood Tax in Europa. Presidenza italiana, dove sei?

Domani i Ministri dell’Economia e delle Finanze dell’UE affronteranno nuovamente il tema della tassa sulle transazioni finanziarie (nota anche come Robin Hood Tax). L’impegno assunto da undici Paesi dell’area euro per l’introduzione di questa misura fiscale sembra fortemente minacciato da un pericoloso stallo negoziale dovuto alle divergenti posizioni degli Stati Membri ancorati ad interessi di settore su cui fanno leva le ingenti pressioni delle lobby finanziarie nazionali.

Di fronte ad uno scenario che sembra ignorare le richieste che da anni i cittadini europei rivolgono ai propri leader in tema di regolamentazione della finanza[i] e di uso delle risorse della finanza per lotta alla povertà, contrasto ai cambiamenti climatici e solidarietà internazionale[ii], le Robin Hood Tax Campaigns denunciano con una dichiarazione congiunta[iii] la mancanza di coraggio dei Governi europei preoccupati di difendere gli interessi delle lobby piuttosto che quelli dei propri cittadini. Il negoziato sulla TTF rischia di venir svilito nella sua portata e reso del tutto inefficace se non si disegna un modello di imposta con ampia base imponibile, applicabile quindi al più variegato spettro di strumenti finanziari (in particolare ai derivati che sono al momento oggetto di acceso dibattito tra gli Stati Membri) e in grado di contrastare l’high frequency trading[iv]. Affinché la tassa sia un efficace strumento di lotta alla speculazione finanziaria non si possono escludere i derivati che in almeno l’80% dei casi sono usati dai piú grandi agglomerati bancari europei per finalità speculative e non di copertura del rischio con punte prossime al 100% per alcuni istituti di credito[v].

“L’Europa non è stata l’origine della crisi finanziaria globale ma ne ha duramente subito le conseguenze e sembra aver dimenticato rapidamente la lezione della crisi. Come Campagna ZeroZeroCinque riteniamo che l’eccesso di finanziarizzazione si combatta anche attraverso l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie che aumenti il costo relativo del trading ad alta frequenza e dell’attività speculativa rispetto alla vera vocazione del sistema finanziario che è quella di finanziare l’economia reale” dichiara Leonardo Becchetti, portavoce della Campagna ZeroZeroCinque.

Quale sia la scelta politica del Governo Renzi in questo negoziato finora non è dato saperlo. Molte delle domande rivolte in questi mesi al Governo dalla Campagna ZeroZeroCinque rimangono ancora senza risposta[vi], nonostante il ruolo di coordinamento del tavolo negoziale assunto in questi mesi dalla Presidenza italiana. Anche la recente interrogazione in Commissione Finanze[vii]ha soltanto confermato le difficoltà tecniche della fase negoziale senza dare un chiaro orientamento sulla direzione politica verso cui l’Italia sta cercando di trainare l’accordo tra gli 11 che secondo l’impegno pubblico preso a maggio dovrebbe essere annunciato entro la fine dell’anno.
Qual è lo specifico posizionamento italiano al tavolo negoziale? Cosa impedisce all’Italia di schierarsi apertamente e senza mezze misure a sostegno di un ambizioso modello di imposta così come proposto dalla Commissione Europea? In tempi non sospetti, in una precedente edizione della Leopolda, Renzi aveva persino inserito la TTF tra i punti del suo Wiki-PD. Oggi invece l’opacità e il silenzio che caratterizzano questo dossier mal si conciliano con la visione di un Governo che si presenta come innovatore e progressista in Italia e in Europa ma in questo contesto sembra disimpegnarsi dal processo di implementazione di una misura fiscale innovativa. Eppure una TTF europea ben costruita potrebbe contribuire ad una maggiore giustizia fiscale e sociale. Un “tesoretto” di Robin Hood di oltre 30 miliardi di euro in Europa[viii] che porterebbe risorse innovative per la lotta alla povertà in Italia e nel mondo e per il contrasto ai cambiamenti climatici. Risorse addizionali non da poco per mantener fede agli impegni internazionali in materia di cooperazione internazionale e azioni per il clima e per far fronte alla spesa sociale in Italia in un autunno che si preannuncia caldo con le riserve di Bruxelles sulla finanziaria del Governo e la scure delle sue clausole di salvaguardia (aumento dell’IVA su tutte) pericolosamente sospesa sulle teste dei cittadini.

“Ora che il progetto di una TTF europea dovrebbe concretizzarsi è inaccettabile l’assenza di una reale e coraggiosa volontà politica di rottamare la finanza speculativa. I Governi ancora una volta stanno cedendo alla pressione delle lobby finanziarie con il rischio che il progetto di TTF possa arenarsi o realizzarsi in modalità insufficienti per poter perseguire le sue finalità. Sul fronte della TTF si gioca una delle partite decisive che ci dirà se il bene comune e la volontà dei popoli europei prevarrà sullo strapotere delle lobby finanziarie. Il governo italiano e i governi europei devono ora scegliere, e con questa scelta ci dimostreranno da che parte stanno” conclude Leonardo Becchetti.

Contatti Campagna ZeroZeroCinque: www.zerozerocinque.it; info@zerozerocinque.it; T. 349-7817601

NOTE

[i]http://www.europarl.europa.eu/pdf/eurobarometre/2012/crise_V/eb_77_2_crisis_and_economic_governance_V_en.pdf (p.20)
[ii]www.robinhoodpetition.org. Petizione che ad oggi ha il supporto di oltre 780.000 cittadini.
[iii]http://www.zerozerocinque.it/notizie/405-dichiarazione-congiunta-delle-campagne-europee . A questo link è possibile leggere la dichiarazione delle campagne europee e consultare la lista di tutte le organizzazioni che la hanno sottoscritta.
[iv]Per un approfondimento sulla fattibilità tecnica dell’applicazione dell’imposta ai derivati si veda il recente paper di Avinash Persaud: http://www.stampoutpoverty.org/wp-content/uploads/2014/09/Taxing_Derivatives_Transactions_Persaud_120914.pdf
[v]http://www.mbres.it/sites/default/files/resources/download_it/rs_Tabelle_Banche14.pdf
[vi]http://www.zerozerocinque.it/notizie/404-rischio-di-un-impegno-disatteso
[vii]http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=26579&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+IMMEDIATA+IN+COMMISSIONE%27
[viii]http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/taxation/swd_2013_28_en.pdf(p.24)

Allarme Ebola. E le altre epidemie?

Il numero di casi accertati di Ebola supererà a breve le 9 mila unità. I morti, invece, avrebbero superato quota 4.500 con una maggiore concentrazione in Liberia, Sierra Leone e Guinea.

Nonostante l’evidente drammaticità di questa epidemia, molto più grave rispetto ad altri episodi simili verificatisi in passato, è importante sottolineare che solamente una frazione delle persone decedute in Africa dallo scorso marzo sono morte a causa dell’Ebola. Un’epidemia che, sebbene allarmante, non deve far dimenticare le altre centinaia di migliaia di persone che muoiono ogni mese a causa della malaria, dell’AIDS o per la mancanza di cibo.

Secondo l’OMS la malaria a partire da marzo ha ucciso oltre 320 mila persone, 60 volte di più rispetto al virus dell’Ebola. La malattia che più di tutte rimane una vera emergenza per l’Africa è l’AIDS, con oltre 600 mila persone decedute in soli sette mesi.

Uno dei problemi fondamentali che accomuna l’Africa sub-sahariana è l’inadeguatezza dei sistemi sanitari e la carenza di operatori adeguatamente formati.
Dati mondiali HIV/ AIDS – Fonte UNAIDS

I dati sono incoraggianti, i risultati degli investimenti effettuati per contrastare la pandemia si stanno vedendo, con un rallentamento delle nuove infezioni e dei decessi, ma:
• N. di persone che avevano l’HIV nel 2013: 35 milioni
• Da quando si diffusa l’epidemia circa 78 milioni di persone sono state infettate dal virus HIV e 39 milioni di     persone sono decedute per malattie correlate all’AIDS
• N. di persone che hanno contratto il virus HIV nel 2013: 2.1 milioni
• N. di persone decedute nel 2013 per cause correlate all’AIDS: 1.5 milioni
• N. di persone che nel 2013 hanno avuto accesso alla terapia antiretrovirale salvavita: circa 12.9 milioni e       cioè il 37% di tutte le persone che hanno l’HIV

Il Sole 24Ore – Hiv e Aids: “Possibile fermare l’epidemia entro il 2030”

Lo sostiene Michel Sidibé, direttore esecutivo di Unaids.

Il numero di nuovi casi di infezione da Hiv è in diminuzione, così come i decessi dovuti all’Aids. Negli ultimi 5 anni nel campo della prevenzione dell’Hiv e della cura dell’Aids sono stati fatti più progressi che negli ultimi 23 anni: a sostenerlo è il GAP Report, l’ultimo rapporto redatto dall’Unaids, il programma delle Nazioni Unite per l’Hiv e l’Aids, secondo cui negli ultimi 12 anni i nuovi casi annui di infezione da Hiv sono diminuiti del 38%, passando dai 3,4 milioni del 2001 ai 2,1 milioni del 2013, e negli ultimi 3 anni i decessi per Aids hanno fatto registrare un decremento del 20%, attestandosi a 1,5 milioni l’anno. “Se questi progressi entro il 2020 verranno ulteriormente potenziati – spiega Michel Sidibé, direttore esecutivo di Unaids – entro il 2030 riusciremo a fermare l’epidemia dell’Aids. In caso contrario, si rischia di aumentare significativamente il tempo necessario per raggiungere questo scopo”.

Nonostante i numeri in miglioramento, però, il quadro a livello mondiale è tutt’altro che roseo. Attualmente le persone in tutto il mondo che convivono con l’Hiv sono 35 milioni. In alcuni Paesi in particolare – perlopiù quelli dell’Africa sub-sahariana – il virus è molto diffuso e le cure sono scarsissime: basta pensare che 15 Paesi da soli rappresentano il 75% di tutte le nuove infezioni da Hiv registrate a livello globale (in Sud Africa, solo per fare un esempio, si registrano attualmente ancora mille nuove infezioni ogni giorno).

Due sono in particolare gli ostacoli che impediscono, attualmente, il debellamento dell’epidemia: il mancato accesso alle cure antiretrovirali per molti malati – attualmente l’accesso a questi farmaci salvavita riguarda meno di quattro persone su 10 affette da Hiv – e la presenza di una preoccupante percentuale di persone che ignora di essere infetta – 54%, ovvero più di un malato su due – e che quindi, non attuando alcuna misura preventiva, favorisce il diffondersi del virus (dei 35 milioni di soggetti infetti dall’Hiv in tutto il mondo, 18 milioni ignorano di esserlo).

I risultati ottenuti fino a oggi lasciano ben sperare, ma molta strada deve ancora essere fatta per riuscire a debellare l’epidemia dell’Aids. Molto importanti saranno i prossimi anni, quelli che porteranno al 2020, durante i quali sarà indispensabile ideare nuove strategie per aumentare il numero di diagnosi – e diminuire così il numero dei soggetti che ingora di essere infetto – e incrementare l’accesso alle cure antiretrovirali, le uniche che consentono di vivere convivendo con la malattia.

Di Miriam Cesta

AGI – Australia: africani vanno forum mondiale su Aids e chiedono asilo

(AGI) – Sydney (Australia), 4 ago. – Almeno 25 delegati che parteciparono il mese scorso alla conferenza internazionale sull’Aids, a Melbourne, hanno deciso di rimanere in Australia e chiesto asilo politico. La maggioranza di questi congressisti arriva da Paesi africani, in cui ancora persiste una forte sanzione sociale intorno alla malattia e a chi lavora con quei malati. La direttrice del Centro Soccorso per Persone in cerca di Asilo, Pamela Curr, ha raccontato che queste persone, il cui visto e’ scaduto o e’ sul punto di esserlo, le hanno chiesto consiglio per poter chiedere protezione in Australia. “E’ chiaro che questi delegati vengono da Paesi nei quali lavorare con l’Aids mette la propria vita in pericolo. Uno dei richiedenti e’ un delegato della Tanzania che ha raccontato, ma ha voluto mantenere l’anonimato, di aver ricevuto minacce di morte nel suo Paese”. La XX conferenza Internazionale sull’Aids, svoltasi dal 20 al 25 luglio, ha riunito migliaia di delegati di circa 200 Paesi, tra i quali, l’ex presidente Usa, Bill Clinton, e l’attivista Bob Geldof, che hanno chiesto piu’ fondi per combattere la malattia. L’incontro e’ stato preceduto dalla morte di sei delegati che viaggiavano sull”aereo delle Malaysia Airlines abbattuto nell’est dell’Ucraina il 17 luglio scorso. (AGI) .

Medicus Mundi Italia: corso di aggiornamento in malattie tropicali

La XXVII Edizione del Corso di aggiornamento in Malattie Tropicali (3-21 novembre 2014) si rivolge sia a medici, odontoiatri e operatori sanitari (infermieri, ostetrici, biologi, fisioterapisti) interessati a partecipare a progetti sanitari in Paesi del Sud del Mondo, sia a quei medesimi operatori sanitari che debbano affrontare simili problematiche nella loro quotidianità operativa in territorio nazionale, in conseguenza dei flussi migratori.

 

Il corso si prefigge di fornire:
1. una preparazione di base sulle patologie più diffuse nei Paesi a risorse limitate, con accenni ai problemi organizzativi dei Centri Sanitari;
2. una preparazione di base sulle patologie più diffuse importate dai recenti flussi immigratori con riferimento ai presidi sanitari del territorio nazionale.
Si tratta di un significativo ampliamento di orizzonti volto a fornire una formazione professionale integrata al concetto di solidarietà civile.
Il Corso è svolto in collaborazione con la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell’Università di Brescia e con il Patrocinio della F.N.O.M.C.eO. e dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Brescia.

 

Info: http://www.medicusmundi.it/it/corso-medicina-tropicale.html.

XX Conferenza Internazionale sull’AIDS di Melbourne: “Cresce oltre le previsioni il numero delle persone in trattamento”

Siamo sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo del “15 entro il ’15”: fornire l’accesso alle cure antiretrovirali a 15 milioni di persone entro il 2015. Anzi, probabilmente questa quota verrà superata, a giudicare dai dati presentati mercoledì alla Conferenza. Da qui al 2016 si stima che saranno 16,8 le persone che assumeranno il trattamento antiretrovirale.
Alla Conferenza è stato inoltre presentato un esercizio di previsione a cura della Clinton Health Access Initiative, in cui sono stati esaminati i costi dell’espansione di trattamento e prevenzione sulla base delle linee guida OMS del 2013, che raccomandano di trattare tutti i pazienti adulti con conte dei CD4 inferiori alle 500 cellule/mm3 e di trattare tutte le donne in gravidanza a vita.
Lo studio ha rilevato che in Zambia, Ruanda e Swaziland i costi di trattamento e cure, test, pre-trattamento, circoncisione maschile e distribuzione di preservativi, per raggiungere l’accesso universale entro il 2020 come auspicato dalle linee guida OMS del 2013, ammonteranno a meno del 60% delle risorse che si prevede di allocare in media.
I costi sono invece risultati superiori alle proiezioni nel Malawi, nella misura del 50% in più rispetto agli stanziamenti destinati alla sanità. Ci sarà dunque bisogno di un sostanzioso aiuto finanziario per far raggiungere al paese l’obiettivo dell’accesso universale entro il 2020.
Il costo incrementale dell’accesso universale come prospettato dall’OMS nel 2013, in paragone alla precedente linea guida del 2010, varia dal 5% dello Swaziland al 21% del Malawi. Sono numeri che tengono già conto dei cambiamenti che sarà necessario apportare ai modelli di cura per trattare un crescente numero di persone con bisogni meno complessi, per esempio il task-shifting (‘delega di competenze’) e la prescrizione di farmaci con molti mesi di anticipo in alcuni contesti.

 

La copertura scientifica ufficiale on-line della XX Conferenza Internazionale sull’AIDS (AIDS 2014), che si svolge a Melbourne in Australia, dal 20 al 25 luglio 2014, è offerta da LILA Onlus – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, in collaborazione con NAM.

La traduzione in italiano è a cura di LILA Onlus, con il sostegno del Circolo Aziendale GD.

XX Conferenza Internazionale sull’AIDS di Melbourne: “Criminalizzazione del sesso tra uomini deleteria per la salute pubblica”

Un’indagine internet globale su 4000 uomini che fanno sesso con altri uomini (MSM) rivela che un partecipante su 12 è stato arrestato o condannato per reati legati all’omosessualità e che chi viene criminalizzato ha minore accesso ai servizi sanitari.
Lo studio, condotto nel 2012, ha riscontrato che il 24% degli intervistati dell’Africa sub-sahariana erano stati arrestati o condannati per via del loro orientamento sessuale.
Chi veniva arrestato o condannato aveva meno probabilità di accedere a preservativi, test e trattamento per le infezioni sessualmente trasmesse, test per l’HIV, cure mediche e servizi per la salute mentale.
Negli uomini HIV-positivi, l’arresto o la condanna risultava associato con tassi inferiori di accesso alla terapia antiretrovirale.
All’inizio del 2014, in Nigeria è stata approvata una dura legislazione anti-gay. Alla Conferenza è stato riferito che queste nuove leggi stanno già ostacolando il reclutamento di partecipanti per uno studio sulla salute e il comportamento degli MSM nel paese, e che ci sono stati arresti di operatori sociali attivi sul territorio.
Secondo una dichiarazione dell’OMS rilasciata alla Conferenza, la tutela dei diritti umani è cruciale per tenere a bada l’epidemia da HIV. L’organizzazione raccomanda che:
• i Paesi si attivino per promulgare e attuare leggi anti-discriminazione;
• siano ovunque disponibili servizi sanitari accessibili e accettabili per gli MSM;
• si affronti e si combatta il problema della violenza contro gli MSM e si offrano programmi a sostegno di questa popolazione.

 

La copertura scientifica ufficiale on-line della XX Conferenza Internazionale sull’AIDS (AIDS 2014), che si svolge a Melbourne in Australia, dal 20 al 25 luglio 2014, è offerta da LILA Onlus – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, in collaborazione con NAM.

La traduzione in italiano è a cura di LILA Onlus, con il sostegno del Circolo Aziendale GD.

XX Conferenza Internazionale sull’AIDS di Melbourne: “Tassi di mortalità per AIDS tra gli adolescenti”

XX Conferenza Internazionale sull’AIDS di Melbourne: “Tassi di mortalità per AIDS tra gli adolescenti”

Secondo i dati presentati alla Conferenza Internazionale sull’AIDS, si è registrato un incremento dei tassi di decessi AIDS-correlati tra gli adolescenti (15-19 anni), in particolare nei maschi. L’avvento della terapia antiretrovirale (ART) ha segnato una netta diminuzione di morbilità e mortalità correlate all’HIV. Tuttavia, un’analisi di dati provenienti dall’Africa sub-sahariana mostra adesso che la situazione sta effettivamente migliorando per i pazienti pediatrici e per gli adulti, ma anche che è in atto una recrudescenza della mortalità nella fascia di età compresa tra i 15 e i 19 anni.
Tra il 2005 e il 2012, i tassi di mortalità AIDS-correlata tra gli adolescenti sono aumentati del 50%, dimostrandosi particolarmente elevati tra i maschi: nella regione sub-sahariana, infatti, il loro rischio di morte è risultato doppio rispetto a quello delle ragazze, e in Sudafrica addirittura triplo.
Sono dati allarmanti, che denunciano le enormi difficoltà della transizione dalle cure pediatriche ai servizi per adulti ed evidenziano il bisogno di dare priorità alle esigenze degli adolescenti nell’ambito dei programmi contro l’HIV/AIDS.
La copertura scientifica ufficiale on-line della XX Conferenza Internazionale sull’AIDS (AIDS 2014), che si svolge a Melbourne in Australia, dal 20 al 25 luglio 2014, è offerta da LILA Onlus – Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, in collaborazione con NAM.

La traduzione in italiano è a cura di LILA Onlus, con il sostegno del Circolo Aziendale GD.